Prime pubblicazioni: Il Marzocco, 1 gennaio 1907 col titolo Fra due ombre, poi col titolo definitivo in Novella n° 8, 1921 e nel n° 9 della Rivista mensile edita dall’Azienda Autonoma Rifiuti d’Archivio della Croce Rossa Italiana PARVA FAVILLA nell’ottobre del 1922. «La notte era […]
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Prime pubblicazioni: Il Marzocco, 3 dicembre 1905, poi in Erma bifronte, Treves Milano 1906. «Era, come la maestra e donna di tutte le case del paese, la più squallida e la più scura: una catapecchia grave in uno spiazzo sterposo, con in mezzo un fosco […]
Prime pubblicazioni: La Riviera ligure, febbraio 1905, poi in Erma bifronte, Treves Milano 1906. «In preda a una viva emozione, posò il cappello e montò, quel giorno, insolitamente, in cattedra. Le gracili mani gli tremolavano talmente, che stentò non poco a inforcarsi le lenti sulla […]
Prime pubblicazioni: Già composta nel 1905, in Erma bifronte, Treves, Milano 1906, poi in La mosca, Bemporad, Firenze 1923. «Ansava il grand’uomo, tozzo e corpulento, dal testone calvo, sotto la cui cute liscia giallastra spiccava la trama delle vene turgide. La moglie coi capelli fulvi, pomposamente […]
Prime pubblicazioni: Il Marzocco, 28 luglio 1901, poi in Erma bifronte, Treves Milano 1906. «Esaminandone il volto, Anna notò subito quanto dissomigliasse dal suo; e le sorse a un tempo dal cuore la domanda, come mai il marito che aveva amato quella donna, quella giovinetta […]
Prime pubblicazioni: Il Marzocco, 2 ottobre 1904, poi in Erma bifronte, Treves Milano 1906. «C’era una mosca, lì sul muro, che pareva immobile; ma, a guardarla bene, ora cacciava fuori la piccola proboscide e pompava, ora si nettava celermente le due esili zampine anteriori, stropicciandole […]
Prime pubblicazioni: Novella, Natale 1921, poi in La mosca, Bemporad, Firenze 1923. «La vista quotidiana dei cento e più inquilini di quel casone lercio e tetro, gente che viveva per vivere, senza saper di vivere se non per quel poco che ogni giorno pareva condannata a […]
Prime pubblicazioni: Il Mondo, 16 aprile 1922, poi in La mosca, Bemporad, Firenze 1923. «Il laboratorio della farmacia, dal tetto basso, tutto scaffalato, è quasi al bujo e appestato dal tanfo dei medicinali. Un sudicio lumino a olio, acceso davanti a un’immagine sacra sulla cornice dello […]
Prime pubblicazioni: Nuova Antologia, 1 gennaio e 16 gennaio 1902, poi in in appendice al romanzo Il turno, ed. Treves, Milano 1915. «Incerto come si sentiva ancora, nella nuova esistenza, non riusciva a immaginare nulla di preciso per l’avvenire. Può crescere l’albero nell’aria, se ancora […]
Prime pubblicazioni: Il Marzocco, 23 febbraio 1902, poi in Quand’ero matto, Streglio, Torino 1902/1903. «S’era ormai radicata in tutti l’idea che non avesse in fondo ragione di lagnarsi di niente né d’adirarsi con nessuno; giacché, se da un canto era vero che gli uomini lo […]
Prime pubblicazioni: Corriere della Sera, 7 agosto 1913, poi in La mosca, Bemporad Firenze 1923. «Donne e fanciulli, cantando le canzoncine in ginocchio, tenevano fissi gli occhi a quella Madonnina sull’altare, tra i ceri accesi e le rose offerte in gran profusione; e ciascuno desiderava ardentemente […]
Prime pubblicazioni: Il Marzocco, 21 agosto 1904, poi in Erma bifronte, Treves Milano 1906. «Li conosceva dunque davvero tutti gli orrori della guerra; tutto ciò che narrava, lo aveva veduto, sentito, provato; c’era stato insomma davvero, alla guerra, quantunque non vi avesse preso parte attiva.» […]
Prime pubblicazioni: Corriere della Sera, 4 ottobre 1909, poi in La mosca, Bemporad, Firenze 1923. «Non si doveva toccare. Il freddo, la neve, quei fiori freschi, e l’ombra azzurra della cattedrale. – Niente lì si doveva toccare. Era così, e basta. Il suo mondo. Il suo […]
Prime pubblicazioni: Il Mondo, 29 gennaio 1922, poi in La mosca, Bemporad, Firenze 1923. «Commosso e pieno di rimorso per quel pianto, don Angelino si pentì della sua durezza, sopraffatto all’improvviso da un rispetto, che quasi lo avviliva di vergogna, per quella vecchia che piangeva innanzi […]
Prime pubblicazioni: Avanti della Domenica, 12 marzo 1905, poi in Erma bifronte, Treves Milano 1906. «L’imagine del destino che opprimeva e affogava, nella vecchiaja, Papa-re, si poteva intravedere in quel suo gran cappellaccio roccioso e sbertucciato, che, troppo largo di giro, gli sprofondava fin sotto […]